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Amore, robot e intelligenza artificiale: un’analisi tra etica e tecnologia

Il rapporto con i robot e con l’intelligenza artificiale è ormai diventato un argomento mainstream, non più confinato alla fantascienza. Le implicazioni morali ed etiche della questione sono varie e sfaccettate, e scritti come quelli di Maurizio Balistreri in Sex robots. Love in the age of machines ci confermano che l'espressione “L’amore al tempo delle macchine” è il cuore di un dibattito contemporaneo. Il punto di contatto tra la fiction fantascientifica e la ricerca teorica è fornito dall’idea di poter trasformare una sex-doll snodabile in un androide dotato di movimento e di intelligenza artificiale.

illustrazione di una ginoide dal design futuristico

L'evoluzione del legame tra umano e artificiale

Il prototipo delle ginoidi, cioè degli androidi femmina, risale al 1886, ed è rinvenibile in Eva futura di Villiers de l’Isle-Adam. Più recentemente, nel 2022, il signor Akihiko Kondo ha presentato al mondo la sua sposa: un ologramma di nome Hatsune Miku, conosciuto su Gatebox. Una specie di realizzazione contemporanea di Her, il pionieristico film di Spike Jonze che raccontava la storia d’amore tra un uomo e il sistema operativo del suo computer.

È in questo contesto che entra in gioco la lovotica: una disciplina che studia come le persone sviluppino legami emotivi con entità non umane, indagando gli effetti psicologici, sociali ed etici di queste nuove forme di intimità. Come ha osservato David Levy nel 2007, il ricercatore che ha dato il via alla ricerca contemporanea sul tema, entro il 2050 saremo in condizione di celebrare matrimoni legalmente riconosciuti tra uomini e robot.

Focus documentario sui Robots - documentario completo

Dalla simulazione all'empatia: il ruolo dell'intelligenza artificiale

Oggi, con l’avvento dell’IA, dei chatbot e delle app sulle quali è possibile “costruirsi” amici e fidanzati su misura, queste esperienze non appaiono più come eccentricità individuali. Questi strumenti non si limitano più a rispondere a comandi o fornire informazioni: imparano, ascoltano, si adattano e, in un certo senso, “ricambiano” le emozioni.

La robotica sociale e il benessere

La robotica sociale si occupa della creazione di robot che si sostituiscono a umani o animali senza prenderne il posto, ma solo in determinati momenti e circostanze particolari. Uno dei campi applicativi più significativi è quello della mediazione terapeutica con bambini con bisogni speciali, in particolare bambini autistici. Progetti come il robot Kaspar sono progettati per facilitare le interazioni tra bambini autistici e i loro interlocutori, stimolando lo sviluppo delle competenze sociali.

Ambito di applicazione Obiettivo principale
Robotica terapeutica Supporto educativo e sociale per bambini autistici
Robotica di compagnia (carebot) Mitigazione della solitudine e assistenza domiciliare
IA conversazionale Interazione emotiva e personalizzata

Le sfide etiche e normative

“La raccolta e l’elaborazione dei dati emozionali da parte dei sistemi di IA rappresenta una criticità che non è stata affrontata pienamente a livello legislativo”, spiega la professoressa Lucilla Gatt. L’affective computing genera una nuova categoria di “dati emotivi” di natura personale, sensibile e intima, non sempre riconosciuti come tali dal punto di vista giuridico. Il Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr) del 2016 presenta lacune significative, sebbene l'Ai Act del 2024 abbia iniziato a classificare i sistemi che rilevano gli stati emotivi come ad alto rischio.

schema concettuale sull'affective computing e la protezione dei dati

Proiezioni affettive e il confine dell'inquietudine

Dietro lo schermo di un computer immaginiamo un’intelligenza (quasi) umana, dietro la condotta e gli atteggiamenti di un robot immaginiamo sentimenti, giudizio e consapevolezza. C’è però la linea di demarcazione tra somiglianza e inquietudine che i ricercatori devono tener ben presente: è la cosiddetta zona perturbante, la uncanny valley, teorizzata negli anni Cinquanta da Masahiro Mori.

Come afferma Antoine de Saint-Exupéry nel Piccolo Principe, non c’è amore senza assunzione di responsabilità. Se dovesse instaurarsi un rapporto amoroso bilaterale, ne deriverebbe per l’umano un’assunzione di responsabilità nei confronti dell’essere amato, anche se è una macchina. I robot sposteranno il discorso dell’amore umano dall’esclusività emotiva per l’altro alla cura, alla collaborazione e ai progetti di vita condivisi.

tags: #amore #berso #i #robot