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La gestione dell'umidità nel miele: tecniche di deumidificazione e analisi scientifica

Il miele è una sostanza fortemente igroscopica, in grado cioè di assorbire umidità dall’ambiente circostante, ma anche di cedere umidità quando l’ambiente esterno presenti una umidità relativa inferiore al 60%. Qualora l’umidità del miele superi il limite di sicurezza, i lieviti osmofili possono essere causa di fermentazione. Dai vari studi effettuati, emerge che al di sotto del 17,0% di umidità, i mieli presentano condizioni tali per cui lo sviluppo dei lieviti non è possibile; al di sopra di questo valore, invece, l’acqua disponibile può risultare sufficiente a permettere la fermentazione.

Per prevenire tale fenomeno, è necessario innanzitutto rendersi conto dell’entità del problema, ricorrendo alla misurazione dell’umidità con un rifrattometro, e successivamente abbassare il valore di umidità al di sotto del limite di sicurezza, prima di procedere con la smielatura. Le attenzioni all’umidità, però, non possono considerarsi concluse con la smielatura: il miele, infatti, risulta esposto ancora per tutto il periodo di stoccaggio nei maturatori, fino al suo confezionamento e successivo stoccaggio del prodotto finito.

rifrattometro per la misurazione dell'umidità del miele

Metodi principali di deumidificazione artificiale

Esistono diverse strategie per deumidificare i melari prima dell'estrazione, ognuna adatta a differenti volumi di produzione:

  • Deumidificazione per riscaldamento/ventilazione: Questo metodo presuppone l’aumento della temperatura dell’aria in ingresso e la sua immissione nel locale per mezzo di ventole. L’aria calda viene introdotta a livello del pavimento, al di sotto dei bancali dei melari, e tendendo a salire verso l’alto, si carica di umidità. Più bassa è la temperatura esterna e più alta quella del locale di deumidificazione, più efficace risulterà l’operazione.
  • Deumidificazione per condensazione (Deumidificatori): Si basa sul principio per cui l’aria ricca di vapore acqueo tende a depositarlo su superfici fredde. Nei deumidificatori mobili, l’aria umida viene forzata a passare su un elemento metallico raffreddato, sul quale l’umidità condensa e viene raccolta. Per un successo ottimale, occorrono apparecchi di media potenza (portata d’aria almeno di 250 mc/h).
schema di funzionamento di un deumidificatore per melari

Evoluzione delle tecniche in azienda

Per massimizzare l'efficienza, sono stati sviluppati sistemi più avanzati:

  1. Deumidificazione sotto cappa: I melari vengono impilati sfalsati di 45°, poggiano su bancali privi del lamierino di chiusura e sono coperti da un telo di nylon che racchiude anche il deumidificatore.
  2. Ricircolo forzato in circuito chiuso: Rappresenta un'evoluzione dei precedenti sistemi, con un’efficienza aumentata in virtù dell’effetto combinato di deumidificazione dell’aria e ventilazione forzata all’interno dei melari. Ogni unità è attrezzata con un deumidificatore e una ventola potente, collegata tramite un tubo corrugato.
  3. Cascata di miele: Sistema che utilizza piastre perforate e lampade riscaldanti. Il miele scorre lentamente attraverso le barriere, permettendo la riduzione dell’umidità grazie al calore e all'evaporazione indotta dal passaggio.

Il modello naturale: come lavorano le api

Le api hanno sviluppato un'efficienza straordinaria nella deumidificazione del nettare. Le bottinatrici trasferiscono il nettare alle api di casa, che effettuano un processo di deumidificazione riscaldando e aerando selettivamente il nettare, seguito da un vigoroso movimento forzato dell'aria ottenuto sventolando le ali.

Lo studio di Derek Mitchell ha evidenziato come l'efficienza termica (TEE) sia cruciale:

Parametro Impatto sulla deumidificazione
Conduttanza termica Una bassa conduttanza (es. arnie in polistirene) migliora l'efficienza.
Temperatura notturna Temperature più alte favoriscono un TEE maggiore e minor dispendio energetico.
Posizionamento Il deposito del nettare sopra il nido di covata sfrutta il calore delle nutrici.

L'aver preso coscienza dell'importanza del parametro TEE fornisce una solida base teorica per migliorare la sopravvivenza delle colonie di fronte ai cambiamenti climatici e ottimizzare la resa di miele per gli apicoltori, riducendo i costi energetici legati alla trasformazione del nettare.

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