Gli anabolizzanti sono sostanze analoghe dell'ormone sessuale maschile, il testosterone, che inducono un'azione diretta sul metabolismo proteico e stimolano il rilascio dell’ormone della crescita (GH) e/o del testosterone endogeno. Essi vengono utilizzati in medicina per la cura di carenze di testosterone, ma anche di anemia, osteoporosi e a volte in alcuni disturbi dell’accrescimento e in particolari malattie ginecologiche.

In ambito sportivo, invece, gli anabolizzanti vengono spesso assunti illecitamente a dosaggi più elevati rispetto a quelli terapeutici allo scopo di aumentare la massa muscolare e ridurre la massa grassa, così da ottenere un migliore rapporto peso/potenza; ma anche per aumentare la produzione di globuli rossi e favorire così il trasporto di ossigeno e quindi le capacità aerobiche. A fronte di questi "benefici" però l'uso degli anabolizzanti espone al rischio di gravi effetti collaterali a carico del sistema cardiocircolatorio, del fegato, della pelle, ecc.
Il fenomeno del doping e la normativa vigente
Gli anabolizzanti talvolta sono presi non per curare una malattia ma per aumentare la massa muscolare e migliorare le prestazioni atletiche e sportive. L’Agenzia mondiale antidoping (WADA) pubblica una lista costantemente aggiornata delle sostanze il cui impiego è considerato doping. Con la legge 376/2000 viene istituita la Sezione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive (SVD).
Sulla base dei risultati dei controlli antidoping effettuati e raccolti in un report pubblicato con cadenza semestrale sul sito del Ministero della Salute, è possibile osservare come proprio tra gli atleti non professionisti l’utilizzo illecito di anabolizzanti sia alquanto diffuso. L’utilizzo di anabolizzanti a scopo di doping può comportare la comparsa di seri effetti indesiderati e di rischi per la salute nonché indurre forme di dipendenza.
Doping: I rischi per chi usa sostanze dopanti e il doping nello sport professionistico
Sostanze specifiche: Oxandrolone e Clenbuterolo
L’oxandrolone è uno steroide androgenico anabolizzante che si assume per via orale, sotto forma di compresse. In pediatria l’oxandrolone può essere usato in associazione ad altri anabolizzanti nei casi in cui il soggetto presenti ritardi della crescita, per stimolarne lo sviluppo puberale. L’assunzione di oxandrolone può avere gravi effetti collaterali, sebbene abbia generalmente una buona tolleranza.
Il clenbuterolo è un beta-2 stimolante usato per trattare l’asma e per la prevenzione del broncospasmo. Purtroppo, è risultato popolare anche per scopi dannosi, in particolare per dimagrire e per il bodybuilding, poiché può determinare un aumento della crescita muscolare e diminuzione del grasso. L’aumento muscolare è ottenuto tramite lo stimolo di percorsi specifici dei segnali nei ribosomi cellulari che attivano la sintesi delle proteine e modificano la scissione delle proteine nei muscoli. Questa sostanza diminuisce il grasso legandosi con i ricettori dell’adrenalina nelle cellule adipose.
Effetti collaterali delle sostanze stimolanti
L’uso di clenbuterolo è associato a numerosi effetti collaterali, tra cui: tachicardia e palpitazioni, ipertensione, ipertrofia cardiaca sino a possibili danni a fegato e reni. Come anticipato, il clenbuterolo può avere gravi effetti negativi sul cuore e sui vasi sanguigni.
| Sostanza | Utilizzo terapeutico | Rischi associati |
|---|---|---|
| Oxandrolone | Ritardi crescita | Danni epatici, dipendenza |
| Clenbuterolo | Asma | Tachicardia, ipertensione, ipertrofia cardiaca |
Alternative e integratori: una distinzione necessaria
Gli anoressizzanti e gli stimolanti agiscono invece sui centri nervosi regolatori con un effetto stimolante, producendo un aumento delle capacità di prestare attenzione, di concentrazione, di competitività, della prontezza di riflessi, nonché una riduzione del senso di fatica. Quando l'effetto è anoressizzante sono sostanze che attenuano il senso della fame.
Di questa categoria di integratori fanno parte anche sostanze come le alghe marine, il guaranà, la noce di cola, il ma-huang o Ephedra sinica, la sinefrina, ecc. E ancora, in questa categoria di integratori, troviamo la spirulina. L'effetto frequentemente dichiarato di questa alga è di tipo dimagrante, antigastrico e antiallergico, oltre ad essere considerata fonte di vitamine e proteine. In termini di riscontro scientifico a tali dichiarazioni non si trova granché, anzi è dimostrabile che l'apporto proteico della spirulina è pressoché irrilevante a fronte di un costo 30-40 volte superiore alle comuni fonti alimentari.

I cosiddetti ricostituenti producono un'azione generalizzata sull'organismo tramite l'apporto di diverse sostanze nutrizionali. Tra questi integratori, i più noti sono certamente l'aloe, il ginseng, la lecitina, il lievito di birra, la pappa reale. Il ginseng, per esempio, ha mostrato in studi su animali un effetto ergogenico sia sulla prestazione fisica sia sulla risposta allo stress. Vero è che mancano studi sull’uomo, pertanto ad un'assunzione intensa (acuta) di ginseng non sembra corrispondere alcun effetto benefico.
tags: #anabolizzanti #per #asciugare
